
La macellazione degli animali allevati o di quelli catturati per essere macel- lati in un secondo tempo va considerata come questione rilevante nel quadro di un’etica della biocultura (Manti 2015), ossia di quella parte dell’etica che si occupa delle questioni morali poste dalla coltivazione e allevamento di organismi viventi. Per biocultura s’intende l’insieme di istituzioni, pratiche sociali e attività organizzate in cui gli umani, per realizzare le loro finalità, sfruttano sistematicamente altri esseri viventi. Essa è caratterizzata da due aspetti fondamentali: (i) il dominio umano totale sugli esseri viventi non umani e sul loro ambiente; (ii) la riduzione degli altri esseri viventi a mezzi per fini umani. Come afferma P. W. Taylor, «È la rilevanza morale di queste caratteristiche che dà origine all’etica della biocultura» (Taylor 2011). In quest’ottica, la macellazione risulta l’atto finale di un percorso di vita progettato e programmato dagli umani che reifica e mercifica gli animali, non a caso definiti da reddito o da macello. Al contempo, l’etica della biocultura evidenzia lo stretto legame fra allevamento e ambiente sia riguardo alla qualità della vita degli animali, sia rispetto all’impatto ecologico che esso determina. L’approccio sistemico, proprio dell’etica della biocultura, consente di analizzare e connettere una pluralità di fattori incidenti su tutti i processi inerenti le istituzioni della biocultura, ivi compresa la macellazione che, se per gli animali è un atto finale e traumatico indotto dagli umani, tale non è per questi ultimi con la trasformazione dell’animale in un prodotto avente valore commerciale e, in quanto alimento, rilevante per la salute, ma anche sul piano culturale e simbolico (Poulain 2008; Grimaldi 2012). La macellazione è, dunque, interna a un processo e questo conferma quanto sottolinea il Documento del CVB “La macellazione inconsapevole” nel rilevare il paradosso per cui, nonostante una maggior sensibilità relativa al benessere animale e l’implementazione di politiche istituzionali sul benessere animale constatiamo la sussistenza di «esistenze animali peggiori rispetto al passato».
Se considerata dal punto di vista dell’etica della biocultura, la macellazione inconsapevole pone in questione l’assetto attuale degli allevamenti, in particolare quelli intensivi, e dei macelli.
Lungi dall’essere semplicemente una tecnica finalizzata alla riduzione e, possibilmente, eliminazione della sofferenza degli animali, essa va considerata da una pluralità di punti di vista interconnessi e non affrontabili separatamente. In particolare, le questioni etiche (anche nello specifico dell’etica professionale dei veterinari e degli operatori dei macelli) e bioetiche che pone richiedono di riflettere su tutte le sue implicazioni: medico veterinarie, sanitarie (relative alla salute dei consumatori), economiche, giuridiche.
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